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TC.741201

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Andrea Luchesi
Requiem - Dies Iræ

Andrea Luchesi, fra tutti i musicisti settentrionali del XVIII secolo, ebbe a Venezia la miglior istruzione musicale e culturale, grazie a maestri che furono tra i più grandi compositori e didatti dell’epoca (Valentino Cocchi, celebre operista napoletano - Giuseppe Saratelli, maestro della cappella marciana - padre Paolucci, allievo prediletto del celebre Padre Martini - padre Vallotti, il maggior teorico musicale del Settecento italiano e Baldassarre Galuppi). Già maestro a vent’anni (nacque nel 1741) lavorò per molte chiese, per i teatri veneziani e soprattutto per il celebre Ospedale degl’Incurabili. Nel 1771, grazie alla sua fama in città, ebbe l’incarico dal governo veneziano di comporre una Messa da Requiem per la morte dell’ambasciatore spagnolo a Venezia, Conte di Montealegre (esequie ufficiali di stato), che fu eseguito, con grande apparato, nella chiesa di S. Geremia. Dopo aver lavorato a lungo per le città venete, (tra cui Verona e Padova collaborando con padre Vallotti presso la Basilica del Santo, componendo splendide pagine musicali) a trent’anni fu invitato (grazie all’intuito del conte Durazzo) dal principe arcivescovo Max Friedrich a Bonn, la più importante cappella cattolica di Germania, dove ricoprì la più alta carica musicale, difatti fu nominato Kapellmeister a vita, subentrando al non troppo brillante Ludwig van Beethoven senior (il nonno del titano). Nella città tedesca si stabilì, rispettato e considerato tra i più grandi compositori e didatti di quel tempo, per gli altri trent’anni della sua vita; morì nel 1801 e tra i vari e straordinari allievi, impossibile enumerarli tutti, ebbe il celebre Ludwig van Beethoven per almeno 12 anni. Luchesi compose moltissimo e in ogni stile: sinfonie, musica da camera, musica sacra e opere. Le rappresentazioni teatrali difficilmente lasciavano la patria originaria, ma quelle del maestro veneto furono rappresentate in molte città europee tra cui Milano, Vienna, Praga, Bonn, Stoccolma e persino nel lontano Portogallo. Ma dove sono oggi le sue musiche del periodo tedesco?…il maestro italiano aveva l’obbligo dell’anonimato…forse sono state attribuite a più fortunati compositori?Gli eventi politici ed economici internazionali della seconda metà del XVIII secolo non hanno consentito al musicista italiano né di brillare né di apparire sui libri, ma abbiamo, fortunatamente, alcuni documenti e le cronache del tempo che ce lo restituiscono tra i più grandi. E’ sufficiente, oggi, considerare la sola musica scritta prima della sua partenza per Bonn per notare immantinente un edificio musicale completo che non teme perplessità o incertezze e che gli consente, senza esitazioni di sorta, di stagliarsi come una figura eminente al di sopra di molti musicisti coevi. Sono più di duecento anni che il nome di Luchesi continua ad essere espunto dalle biografie di Mozart, Haydn, Beethoven, dalle enciclopedie e dai libri di storia della musica; nostro dovere è riconsegnare alla storia e alla cultura italiana, un artista non solo affezionato alla sua terra e ai suoi costumi, ma altresì vero lustro per noi italiani. Fortunatamente i dati in nostro possesso non solo ci consentono di affermare a piena voce che è stato “taciuto” un grande personaggio della musica italiana, ma gli stessi sono rivelatori di messaggi che resi noti muterebbero la storia della musica, come già il Torrefranca preannunciava negli anni trenta del Novecento…

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Cod.: TC.741201
Compositore: Andrea Luchesi
Esecutori: Soprano: Nadia Mantelli, Alto: Alessandra Vavasori; Tenore: Emanuele D’Aguanno, Basso: Francesco Azzolini; Piccoli Cantori di Brianza diretti da Flora Anna Spreafico; Flauti: Laura Santanchè, Andrea Ortu, Oboi: Pietro Giudice, Alberto Ponchio; Fagotti: Paolo Tognon, Oscar Meana, Corni: Gabriele Rocchetti, Francesco Meucci; Trombe: Tranquillo Forza, Alberto Frugoni, Timpani: Didier Bellon; Violini: Maurizio Cadossi I violino, Claudia Piccinini, Eliseo Baldizzi, Denis Zannani, Riccardo Bellini, Lorenzo Tagliazucchi, Erica Scherl, Carlo D’Alessandro; Viole: Alberto Simonetti, Guido De Vecchi, Violoncelli: Fausto Solci, Gioele Gusberti; Contrabbasso: Antonio Bonatti, Organo: Alessandro Meneghello
Edizione: Marzo 2005
Nota: PRIMA REGISTRAZIONE MONDIALE - WORLD PREMIERE RECORDING