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TC.100001

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Canto Gregoriano
Officium Sancti Severi dai manoscritti gregoriani ravennati del XI-XII secolo

LA NOTAZIONE RAVENNATE DEI SEC. XI E XII. Questo tipo di notazione è stato postulato dal prof. Giacomo Baroffio nel corso delle sue ricerche nell’ambito delle notazioni medievali. Egli, infatti, ha notato un tipo particolare di notazione presente dal padovano, attraverso l’Emilia Romagna, fino alle Marche e ha ritenuto probabile l’irraggiamento da un centro geografico: in questo caso Ravenna. Questa ipotesi ha avuto conferma dopo aver preso atto dei frammenti membranacei medievali con notazione neumatica conservati in questa città, constatando che la maggioranza di questi è costituita da esempi di tale tipo di notazione. In più, per un colpo incredibile di fortuna, uno dei frammenti (AC 103) contiene una parte dell’Ufficio liturgico dedicato al vescovo ravennate San Severo, con la citazione esplicita della città di Ravenna, rendendo così evidente la provenienza di questo frammento, e per estensione, di questo tipo di notazione. Alcuni responsori e antifone di quest’Ufficio costituiscono una parte importante di questo programma. Oltre a numerosi brani comuni al repertorio gregoriano, i frammenti conservano alcune parti della messa pasquale, tra cui il Sanctus in lingua greca, che attestano il legame bizantino della liturgia ravennate (AS 2): il programma riporta appunto i brani integri che ci sono pervenuti. Da notare che il Communito Pascha Nostrum (come pure il Gloria e l’Agnus Dei mutili) è tropato, cioè al testo liturgico sono inframezzati altri testi di nuova composizione.

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Cod.: TC.100001
Compositore: Canto Gregoriano
Esecutori: Calixtinus Ensemble
Gianni de Gennaro, direttore
Edizione: 1999
Testo Musicologico: Anna Caldaralo