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TC.821601

17.69 €

Alfredo Piatti (1822-1901), Luigi Dalla Piccola (1904-1975)
A. Piatti, Capricci Op. 22 e Op. 25 per violoncello solo · L. Dalla Piccola, Ciaccona, Intermezzo e Adagio

Tra le leggende dei grandi virtuosi del XIX secolo va reso merito al violinista Niccolò Paganini (1782-1840) di aver creato dei nuovi ideali e per aver risvegliato la fantasia di tutti i più grandi musicisti dell’epoca tesi a dimostrare l’incredibile padronanza dello strumento da parte del compositore. A tale fascino non si sottrasse Alfredo Piatti, violoncellista bergamasco nato nel 1822 e scomparso nel 1901, che rappresentò per il Violoncello quello che Paganini fu per il Violino. Dotato di grande musicalità, amico sincero di Verdi e Boito, dopo aver suonato da Primo Violoncello all’Opera Italiana di Londra dal 1846 al ‘49 Piatti fu in seguito per quasi quarant’anni uno dei massimi esponenti dei “Popular Concerts” che si tenevano ogni lunedì e sabato. Conoscitore profondo di tutti i segreti del suo strumento Piatti influenzò tutte le scuole violoncellistiche del secolo scorso e i suoi Capricci per Violoncello Solo op. 22 e op. 25 ne sono una prova. Tali Capricci vanno infatti ben oltre il semplice livello di studio tecnico del quale ne trattano tutti i più diversi aspetti (arpeggi, ottave, terze, svariati colpi d’arco etc.) aggiungendovi una bravura e una fantasia decorativa, unitamente a procedimenti armonici di grande efficacia, che ne fanno nel piccolo delle loro durate veri e propri cammei ove il Violoncello viene sfruttato in modo mai pensato prima non solo per la vera e propria tecnica e abilità dell’esecutore, ma anche per quanto riguarda l’espressività dello strumento stesso. I Capricci di Piatti rappresentano senza dubbio alcuno una svolta nella storia del virtuosismo sul Violoncello. Personaggio poliedrico e di svariati interessi culturali Luigi Dallapiccola (Pisino d’Istria 1904 - Firenze 1975) seppe imporsi come il primo e più importante musicista italiano per aver adottato in maniera assoluta la tecnica seriale e dodecafonica sebbene il suo talento e gusto creativo non fosse del tutto estraneo ai conformismi storico-musicali di fine ottocento. Dallapiccola aveva infatti in sé quell’innato gusto per la qualità del suono, per l’istinto drammatico e teatrale che pur avendo aderito al metodo seriale prima e integralmente al linguaggio dodecafonico in seguito (inteso come modello e regolamentazione delle fantasie poetiche) non gli precluse di coniugare sintesi di memorie antiche (come l’espressionismo francese e l’ideale espressivo fiammingo di stampo weberiano) a risultati espressivi che non sono netti sradicamenti di uno stile melodico ma che anzi conservano ancora in sé allusioni di tipo tonale e soprattutto il più profondo rispetto per quelle che sono le più naturali tessiture delle singole voci.

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Cod.: TC.821601
Compositore: Alfredo Piatti (1822-1901), Luigi Dalla Piccola (1904-1975)
Esecutori: Andrea Noferini, violoncello
Edizione: Maggio 2007