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TC.860202

17.69 €

Ferruccio Busoni (1866-1924)
Integrale delle composizioni per violoncello e pianoforte

Due brani contenuti nella presente registrazione sono frutto di un lavoro di trascrizione di opere di altri autori. Più precisamente si tratta: della Fantasia cromatica e Fuga BWV 903 per clavicembalo di J.S. Bach e del Valse oubliée per pianoforte di F. Liszt. Il primo è contenuto nel Vol. VII della Bach-Busoni gesammelte Ausgabe (Edizione Bach-Busoni) e risale al 1915, mentre il secondo appartiene al nutrito numero di trascrizioni dedicate ad autori vari ed è datato 1917. Il fatto che oggi sia ormai ben noto il binomio Bach-Busoni, è dovuto a un costante e poderoso lavoro, durato più di un quarto di secolo (almeno a partire dal 1888 e conclusosi nel 1920), di revisione, elaborazione e trascrizione di un cospicuo numero di opere bachiane. Del resto, questo suo smisurato ossequio nei confronti del grande compositore tedesco, trasmessogli dal padre, è espresso chiaramente da Busoni nell’affermazione seguente: “Da lui [Bach] ho appreso a riconoscere la verità che una musica buona, grande, “universale”, resta la stessa qualunque sia il mezzo attraverso cui si faccia sentire. Ma anche una seconda verità, che mezzi diversi hanno un linguaggio diverso, e a loro peculiare, col quale comunicano questa musica in un’interpretazione sempre nuova. ”L’uomo non può creare, può solo rielaborare ciò che trova sulla terra”. È questa una preziosa testimonianza sull’importanza attribuita da Busoni all’atto interpretativo e, al tempo stesso, una risposta a un legittimo interrogativo che può sorgere spontaneo in ognuno di noi: ma perché dedicare tanto tempo a un’attività che potremmo definire “paracompositiva”?. Ma a questa domanda possiamo aggiungere anche un’altra risposta. Forse, la veste del compositore-trascrittore, lo accomunava oltre che a Bach pure a Liszt il quale, parimenti, si dedicò assiduamente all’attività di trascrizione ed elaborazione delle proprie e altrui opere. Infatti, parole di profondo encomio sono state dedicate anche al compositore ungherese, come si può leggere nel seguente passo: “Le opere di Liszt divennero la mia guida e mi dischiusero una conoscenza intimissima della sua scrittura; sul suo specialissimo “periodare” basai la mia “tecnica”: gratitudine e ammirazione mi resero allora Liszt maestro e amico”. E altrove, quando dichiara che “Bach sentiva e pensava in dimensioni a cui i mezzi espressivi dell’epoca non erano adeguati”, non è difficile estendere questa considerazione, non solo a Liszt, ma pure a se medesimo. Insomma, l’ascolto di questi due pezzi nati per un solo strumento e trascritti da Busoni per due strumenti, con l’aggiunta allo strumento a tastiera del violoncello, conviene concentrarlo nella peculiarità timbrica che ne sortisce e che riflette certamente il modo di come lo stesso Busoni sentiva risuonare dentro di se le due opere in questione nella loro versione originale.

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Cod.: TC.860202
Compositore: Ferruccio Busoni (1866-1924)
Esecutori: Luca Paccagnella, violoncello · Sabrina Alberti, pianoforte
Edizione: 2007