Clicca l'immagine per ingrandire
TC.872301

17.69 €

Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), Domenico Cimarosa (1749-1801), Arrigo Pedrollo (1878-1964)
Capolavori del ‘900 per oboe e corno inglese

Anche se spesso si ricorda solo il caso emblematico del Neoclassicismo, la “presenza del passato” nella musica del Novecento resta un fenomeno quanto mai esteso e variegato, non riducibile a sigle di comodo. Eventualmente, di fronte all’eterogeneo insieme di rivisitazioni, di rifacimenti e di “ritorni a” che caratterizza così fortemente la prima metà del secolo, si può trovare un denominatore comune nel rifiuto di un imperativo tipico dell’arte moderna: l’essere adeguati ai tempi e alle esigenze del linguaggio. Rispetto a questo imperativo, non è forse un paradosso che un compositore legato all’antico possa risultare, a suo modo, un ribelle di segno inverso: poiché non accetta, come scelta univoca e obbligatoria, il radicalismo, l’avanguardia, l’atonalità, il confronto serrato con le complesse esigenze che la tecnica compositiva pone a un certo stadio della sua evoluzione. In questo senso, la sua scelta si identifica sempre (senza sottendere un’implicazione negativa) con una poetica del “disimpegno”. Ma nell’ambito della musica italiana di inizio Novecento, il vero maestro dell’arcaismo, delle immagini antiche, è indiscutibilmente Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948): compositore nato a Venezia (già elettiva città di memorie), “beniamino della vita” che per precoce formazione, apollinea e sorgiva vena creativa, dovette soffrire più di altri il dissidio della modernità, la frattura tra passato e presente. L’Idillio-Concertino op. 15 per oboe (1932) e il Piccolo Concerto op. 34 per corno inglese (1947) si prestano bene, grazia anche alla loro collocazione cronologica, a esemplificare la natura non evolutiva del linguaggio di Wolf-Ferrari; così come i loro titoli (seppure non del tutto appropriati alla durata dei brani) lasciano intravede i principi che contraddistinguono la poetica del compositore: freschezza, richiamo a modelli settecenteschi, gioco spiritualizzato con le forme. Eppure bastano i due Adagio (specie quello dell’op. 34) per sfatare il falso mito della facilità e della spensieratezza di questa musica.

richiedi maggiori informazioni


Cod.: TC.872301
Compositore: Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), Domenico Cimarosa (1749-1801), Arrigo Pedrollo (1878-1964)
Esecutori: Alessandro Baccini, oboe e corno inglese · Orchestra Filarmonica Città di Adria · Giorgio Fabbri, direttore
Edizione: Ottobre 2007