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TC.900001

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Pastorali italiane del XX secolo

Dopo essersi affrancata dall’ingombrante impronta operistica, verso la fine del XIX secolo la musica organistica italiana si impregna del fascinoso universo timbrico di strumenti di nuova concezione. La memorabile organaria classica della penisola e diverse peculiarità foniche di altre scuole europee (in particolare quella francese), vengono alchemicamente racchiuse all’interno di innovative macchine sonore create da artigiani di valore. Fra essi svetta Carlo Vegezzi-Bossi: grazie al suo genio, la cifra espressiva dell’organo diviene poesia e ogni timbro contribuisce alla resa sonora di un mondo vibrante di emozioni simili a quelle della penna di Gabriele D’Annunzio o del pennello di Giovanni Boldini. A questa quota si colloca l’excursus qui proposto nella Pastorale italiana del ‘900, che sovente cela, nel gioioso candore della forma, complesse architetture compositive. Dall’alba del XX secolo, quasi fosse un riflesso delle laceranti trasformazioni sociali, il cullante cliché melodico che narra il rassicurante candore della gioia natalizia, si trasforma in multiformi e imprevedibili soluzioni musicali non di rado tratteggiate con mistero o malinconia (ad es. Pastorale di Di Donato, Pastorale e Musetta di Matthey, Noël di Ravanello). Il nostro percorso si apre nel momento di transizione tra i due secoli quando tradizione ed innovazione convivono in un linguaggio coloristico di seducente finezza; tutto palpita all’interno di microstrutture delle quali la varietà timbrica è linfa vitale e non rari sono gli ammiccamenti ai modelli francesi (ad es. Berceuse di Refice) o angloamericani (ad es. Prelude-Pastorale di Yon). Con l’approssimarsi degli anni Cinquanta, forme neoclassiche più sobrie si appropriano del linguaggio organistico italiano pervaso ora da austerità modale e richiamo alle forme antiche (ad es. Pastorale di Desderi e Corale-Pastorale di Tagliavini). Nel formulare questo poetico itinerario, si è volta l’attenzione a musicisti come Bossi, Capocci, Remondi, Ravanello, Matthey, Bambini, Belletti e Yon, ai quali la particolare posizione storica ed estetica in cui si trovarono ad operare è costata un oblio cui è ora saggio porre fine: ad essi, infatti, la musica italiana per organo deve esiti artistici di ampio respiro. Non poteva mancare infine, a rendere ancor più lussureggiante la tavolozza timbrica di questa antologia, la presenza dell’Oboe e del Corno Inglese, strumenti "pastorali" per eccellenza coi quali dalla metà del XIX secolo gli organari si misurano costantemente nello sforzo di imitarne (talvolta con successo), l’affascinante e sensuale sonorità.

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Cod.: TC.900001
Compositore:
Esecutori: Andrea Macinanti, organo · Marino Bedetti, oboe e corno inglese
Edizione: 2002