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TC.580607

17.69 €

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Il Primo Libro delle Fantasie a quattro

Le dodici Fantasie di Frescobaldi - genere di studio contrappuntistico nella tradizione del ricercare - sono ordinate secondo i dodici modi o toni ecclesiastici, ricollegandosi pertanto a una diffusa abitudine - di ordine teorico e pratico ad un tempo - degli organisti-compositori di allora di esaurire con altrettanti ricercari il ciclo degli otto o dodici modi. Analogamente alle Ricercate di Trabaci, le Fantasie frescobaldiane sono politematiche, cioè basate su un numero variabile di soggetti simultanei, indicati nella stessa intitolazione. L'ordinamento è sistematico: quattro serie di tre fantasie, ognuna delle quali a uno, a due, tre e quattro soggietti. Tutti gli artifici del contrappunto vengono magistralmente applicati dal giovane e geniale ferrarese, dalla diminuzione all'aumentazione (evidente quando ripetute enunciazioni di un soggetto aumentato producono un cantus firmus o un ostinato, come nella Fantasia quarta), dall'inversione (nella Fantasia decima i quattro soggetti sono di fatto due coppie in inversione letterale) alla tecnica dell'inganno, il tutto finalizzato a svolgere l'intera composizione con coerente deduzione e continua trasformazione del soggetto iniziale. Risulta assai illuminante la definizione di Fantasia offerta da Thomas Morley: «Quando si prendano uno o più soggetti a piacere, e seguendo l'ispirazione del momento si trasformino e varino, si voltino e rivoltino liberamente, senza essere legati ad un testo o ad altro vincolo che non sia quello di rimanere nei limiti del modo, esercitando la facoltà di digredire, addire, detrahire, introducendo collegamenti di dissonanze, proporzioni diverse, movimenti più lenti o più veloci: questo significa far Fantasia» (Morley, A Plaine and Easy Introduction To Practicall Musicke, London 1597, p. 180). Dato che, secondo lo stile inaugurato da Giovanni Gabrieli e caratteristico degli esponenti di scuola napoletana, Frescobaldi presenta simultaneamente i soggetti di una fantasia multipla, con l'aumentare dei soggetti si verifica l'aumento di complesse interrelazioni. Le Fantasie non sono però da considerarsi come meri esercizi di virtuosità cerebrale, bensì rispondono ad un eloquio discorsivo evidente nelle rispettive articolazioni formali: sezioni diverse e contrastanti segnalate inequivocabilmente da cadenze e cambi di metro. Lo stesso contrappunto a parti indipendenti tanto ricercato si dissolve sia sotto le mani che all'ascolto in una pura successione accordale-tastieristca, simile ad un flusso armonico coloristico. È di particolare significato l’impiego della variazione e della trasformazione tematica ottenuto tramite la lettura in solmisazione di alcune note dei soggetti (la cosiddetta «imitazione d'inganno»); la lettura dei temi con l’artificio della solmisazione con mutazione da un esacordo all’altro (hexachordum naturale, molle e durum) genera inganni che modificano la linea dei soggetti. Questa tecnica riservata, arcana ed ‘arguta’, tipica della scuola napoletana, viene qui praticata ampiamente da Frescobaldi. Si tratta di una prassi di variazione che si distacca nettamente dalle ordinarie tecniche imitativo-contrappuntistiche; l’inganno porta a considerare il soggetto come un elemento in grado di generare nuove ‘figure’, come se le contenesse già nascostamente nella sua natura più recondita: è una sorta di ottica e forma mentis neoplatonica

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Cod.: TC.580607
Compositore: Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Esecutori: Francesco Tasini, organo
Edizione: Settembre 2007
Nota: Organo Giovanni Cipri (1556) della Basilica di San Martino in Bologna