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TC.834101

17.69 €

Vincenzo Antonio Petrali (1830-1889)
Opere per organo

Intorno a Vincenzo Antonio Petrali (Crema, 22-I-1830 – Bergamo, 24-XI-1889) ruota l’universo organario-organistico italiano ottocentesco. Egli rappresenta l’anello di congiunzione fra la creatività organistica sinfonico-teatrale, supportata dall’organo orchestra, ed il rinnovamento sia organario, sia organistico del quale fu il più tenace e convinto assertore. Alla dimensione della prima è legato il trattato Norme generali sul modo di trattare l’organo moderno (Milano, F. Lucca, 1862), che il procuratore della bottega organaria dei Fratelli Serassi di Bergamo, Giambattista Castelli, fortemente volle onde porre a disposizione degli organisti una guida sicura, chiara e limpida per l’uso dell’organo. Per comprendere appieno la temperie storica in cui visse il nostro occorre compire una riflessione sulla realtà storica inerente l’organo nell’arco dell’Ottocento in Italia. Vincenzo Antonio Petrali visse il delicato momento storico descritto, ma in virtù di una straordinaria intelligenza, di una ammirevole consapevolezza, di una statura musicale eccezionale, con somma coerenza, in maniera personale, attuò la sua riforma: rispettò i portati dell’arte organaria italiana, forse avendo compreso che non era matura per assumere rivoluzionarie svolte costruttive al pari di altri paesi europei, ed allo stesso tempo, pur assecondando nella prima fase della sua creatività lo stile teatrale, non si piegò mai al vezzo delle trascrizioni operistiche, e nel periodo della maturità sposò con convinzione lo stile severo forzando, a volte i limiti organologici. Valga, a riprova di ciò, l’edificazione dei settantuno studi per l’organo moderno, articolati in tre libri, autentico monumento alla nobiltà dell’organo del tempo, non più asservito ad effetti equestri, ma latore di dimensioni espressive elevate. La proposta discografica fa luce sulle due fasi della sua creatività avvalendosi dell’organo ubicato presso la chiesa di Santa Maria Assunta e San Nicolao in Montanaro (TO), costrutto originariamente da Giovanni e Giacinto Bruna di Miagliano (BI) nel 1811 e ricostruito da Giacomo Vegezzi Bossi di Torino nel 1872. Lo strumento evidenzia una tavolozza timbrica ricchissima, che con la sua versatilità ben si addice alle composizioni interpretate.

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Cod.: TC.834101
Compositore: Vincenzo Antonio Petrali (1830-1889)
Esecutori: Marco Limone, organo
Edizione: Maggio 2008