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TC.841903

17.69 €

GIOVANNI SGAMBATI (1841-1914)
Opera omnia per pianoforte Vol. III

I Quattro pezzi di seguito op. 18, furono composti separatamente ma riuniti e pubblicati nel 1882. Al virtuosistico Preludio succede il Vecchio minuetto, esempio di stilizzazione nostalgica e divertita di antichedanze, come era d’uso all’epoca. La virtuosistica Toccata è un esilarante moto perpetuo, molto eseguita daigrandi virtuosi dell’epoca e nel repertorio di grandi pianisti fra i quali il giovane Claudio Arrau. Di maggiore profondità è la Nenia, definita da Emil von Sauer “la più piacevole ed elegante composizione della migliore letteratura pianistica contemporanea”. Oggi questi brani non sono più eseguiti nelle sale da concerto. In effetti già all’epoca, in Italia, le composizioni pianistiche di Sgambati erano spesso accolte con diffidenza. All’estero erano invece, ed è così a tutt’oggi, salutate con maggior simpatia ed interesse. Scriveva nel 1928Attilio Brugnoli ne La musica pianistica italiana dalle origini al ‘900, che “è sempre stata una vera rivelazionel’esecuzione che ho fatto all’estero delle maggiori opere di Sgambati”, meravigliandosi che in Italia le stesseopere non ricevevano la stessa accoglienza. Il manoscritto autografo, conservato presso la Biblioteca Casanatense di Roma, dei Fogli volanti op. 12, composti tra il 1879 e il 1880, comprende quattordici piccoli pezzi. Nell’ultima pagina del manoscrittosi legge può continuare, quasi a sottolineare la mancanza di unitarietà del ciclo. Vi si trovano inoltre variepossibilità di assemblaggio, e la definitiva, così come dall’edizione a stampa, comprende solo otto pezzi:Romanza, Canzonetta, Idillio, Marcia, Vecchio castello (Croquis), Epanouissement, Combattimento,Campane a festa (Epitalamio). Sono pagine delicate ed eleganti, tra Schumann (Romanza), Tchajkovsky(Canzonetta), e Liszt (Campane a festa), concepite nello spirito liederistico, con una sempre originale elaborazione pianistica. Un esempio ne è la mesta Canzonetta, dove l’Autore non si limita a confezionare unapagina dall’elegante disegno melodico, ma sdoppia la melodia in continue rifrazioni affidandone entrambile voci alla sola mano destra, quasi a canone. Un successivo tentativo di recuperare i sei brani esclusi in un’altra raccolta, dal titolo Fantasie alpestri,non convinse l’Autore, forse perché vi si prestavano solo lo Scherzino (al quale avrebbe dato il titoloAgnelletto sul prato) e la Fantasia per il piffero. Questi brevi brani, soprattutto il tenero Confidenze e lasiciliana intitolata Serenatina interrotta, sembrano anticipare gli aforisimi pianistici di Alfredo Casella. Seguono un roboante Canto di guerra, rimasto allo stadio di abbozzo, e la fantasiosa Diavoleria, brevissimae sperimentale toccatina caratterizzata da aspre dissonanze e spostamenti ritmici. Forse troppo ardita,quest’ultima, per l’Autore che, pentito, l’ha cancellata. Resta comunque, nella sua fulminante brevità, ilframmento più originale recuperato tra quelli espunti. Completano il disco la Romanza in la maggiore, pubblicata dall’editore Manganelli nel 1878, paginadi destinazione salottiera, e due trascrizioni da pagine del repertorio sinfonico e cameristico di Sgambati: laSerenata, quarto dei cinque movimenti della Prima Sinfonia in re maggiore op. 16, trascritta dallo stessoSgambati, e lo Scherzo del Quartetto in do diesis minore op. 17, trascritto per pianoforte a quattro manida Engelbert Humperdinck (1854-1921).

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Cod.: TC.841903
Compositore: GIOVANNI SGAMBATI (1841-1914)
Esecutori: Francesco Caramiello - piano (con Pasquale Russo su "Scherzo"
Edizione: Giugno 2011