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TC.650702

17.69 €

Domenico Gabrielli (1659-1690)
S. Sigismondo re di Borgogna, Oratorio per 5 voci con strumenti

Il prestigio musicale di Bologna in epoca barocca si fondava sull’attività di due antiche istituzioni cittadine: la cappella musicale di San Petronio – fondata nel 1436, attiva e rigogliosa fino a tutto il XVII secolo – ed il Concerto Palatino della Signoria, le cui origini vanno rintracciate nell’opera dei banditori cittadini del XIII secolo. Le due istituzioni, di diversa emanazione, erano ugualmente ambite: la prima per l’indiscusso prestigio che ne derivava, la seconda per il salario ben più remunerativo ed allettante. Nel Seicento l’intensa vita culturale della città fu sollecitata ulteriormente dalla fondazione di varie accademie, istituite con l’obiettivo primario di patrocinare e realizzare attività musicali, nonché di formare i soci alla teoria e alla prassi musicale: tra queste, la celeberrima Accademia Filarmonica, uno dei più importanti cenacoli musicali di tutti i tempi, nucleo propulsore dell’arte musicale bolognese, fondata nel 1666. Particolare favore incontrò a Bologna l’oratorio, che ebbe una prima fioritura da parte di Giovanni Paolo Colonna, allievo a Roma di Carissimi, e un degno proseguimento ad opera dei maestri bolognesi Vitali, Ariosti, Gabrielli, Pistocchi, Degli Antonii, Perti. Nel 1618 papa Gregorio XV concesse ai Padri Filippini l’autorizzazione ad utilizzare per le loro attività devozionali la chiesa di S. Maria di Galliera (prima di allora la Congregazione dell’Oratorio filippino, fondata a Bologna nel 1615, teneva i suoi esercizi spirituali nella piccola chiesa di S. Barbara). A capo dell’attività musicale della Congregazione era posto un praefectus musicae, carica rivestita per lo più da elementi interni alla Congregazione stessa, che aveva funzioni equiparabili a quelle di un moderno direttore artistico, e che poteva coincidere o meno con la persona del maestro di cappella. Da quest’ultimo, con mansioni tecnico-musicali, dipendevano l’organista e gli altri musicisti. La carica di maestro di cappella presso i Padri Filippini non costituiva una posizione professionale ambita al pari di altre, nella fattispecie la direzione della cappella di S. Petronio. Il maestro di cappella e l’organista erano assunti con retribuzione mensile, mentre i musicisti non venivano remunerati con regolare stipendio: erano per lo più volontari che ricevevano compensi occasionali, ovvero forestieri che convivevano nella Congregazione. Nel ruolo di maestri di cappella dell’Oratorio dei Filippini ricordiamo particolarmente Colonna e Giacomo Antonio Perti, entrambi impegnati successivamente nella direzione della cappella di S. Petronio, nonché prolifici compositori drammatici.

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Cod.: TC.650702
Compositore: Domenico Gabrielli (1659-1690)
Esecutori: Elena Biscuola, S. Sigismondo - Laura Antonaz, Inomachia - Patrizia Vaccari, Gondemaro - Fabio Furnari, Duce - Andrea Favari, Clodomiro - Ensemble Les Nations - Davide Monti, Katia Ciampo violini; Emanuele Marcante, viola; Marco Dal Bianco, violoncello; Maurizio Less, violone, lirone; Maurizio Piantelli, chitarrone; Marina Scaioli, organo; Maria Luisa Baldassari, clavicembalo e direzione
Edizione: Marzo 2008