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TC.661902

17.69 €

ALESSANDRO SCARLATTI (1660-1725
I Concerti per flauto ed archi

Il “vecchio Scarlatti” fu, per buona parte dei suoi contemporanei “[…] un grand’uomo, e per esser così buono riesce cattivo, perché le composizioni sue sono difficilissime e cose da stanza, che in teatro non riescono. In primis, chi s’intende di contrapunto le estimerà; ma in udienza, in teatro, di mille persone non ve ne sono che venti che l’intendono; e gli altri, non sentendo roba allegra e teatrale, si annoiano. Poi, essendo roba tanto difficile, il musico, che deve starci attentissimo per non fallare, non ha libertà di poter gestire a modo suo, e troppo si stanca”. Questo, il giudizio che il cavalier Francesco Maria Zambeccari, gentiluomo al servizio del Card. Grimaldi, sintetizzò al suo padrone dopo un faticoso ascolto teatrale. Ed al parere di questo modesto quanto informato rappresentante dello stuolo di “giovin signori” che popolavano l’arcadico secolo, va purtroppo accordandosi quello del non certo incolto principe Ferdinando dé Medici, e via via il Burney ed osservatori sempre meno sospetti. Così dunque sembrerebbe che, in quel volgere degli stili che tra Sei e Settecento segnò il declino del gusto barocco (nel senso originario di bizzarro, complesso e stupefacente) a favore d’un ritrovato nitore arcadico, fu proprio il vecchio Scarlatti a farne le spese, restando relegato al venerabile antiquariato del contrappunto, divenendo già troppo presto un compositore a cui si tributavano obbligatorie visite di cortesia e doverose testimonianze di rispetto, ma che l’implacabile moda scavalcava con l’usuale indelicatezza che userà più avanti al Bach del Musikalisches Opfer o al Vivaldi del Farnace.

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Cod.: TC.661902
Compositore: ALESSANDRO SCARLATTI (1660-1725
Esecutori: flauto a becco e traversiere: Federico Maria Sardelli; flauto a becco: Ugo Galasso;violini: Patrizio Focardi, Fabrizio Cipriani; violoncello: Bettina Hoffmann; violone: Paolo Fanciullacci; tiorba: Gian Luca Lastraioli; clavicembalo: Anna Clemente
Edizione: 1994