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TC.672239

17.69 €

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerti a violino et organo obligati

La presente incisione comprende due raccolte complete: quella dei concerti per organo e violino, (in un caso organo, violino e violoncello), e quella delle sonate per flauto diritto e basso. Entrambe le raccolte, a nostro parere, rivestono aspetti di eccezionale interesse. Per quanto riguarda il gruppo dei Concerti a violino et organo obligati, se interi volumi sono stati scritti ormai su Antonio Vivaldi e le sue composizioni strumentali, assolutamente poco considerati sono questi cinque lavori dedicati allo strumento a tastiera. Salta immediatamente all’occhio come il lotto di opere di tal genere rappresenti un gruppo assai esiguo, cinque per l’appunto, rispetto al numero di concerti dedicati ad altri strumenti e questo dato trova riscontro in come l’impiego dell’organo come strumento obbligato sia assai limitato nella complessiva produzione di Vivaldi. Il primo aspetto su cui è importante a nostro parere soffermarsi è quello di come queste poche composizioni rivelino invece un dato storico di grande importanza. Ponendoci infatti il problema di una datazione che, non disponendo di date, dovrà per ora restare indicativa e basandoci sulle analisi comparative effettuate sulla carta da musica impiegata per la loro stesura, si arriva a collocare questi pezzi prima del 1725. Se consideriamo che, come sembra, Bach ha composto i suoi concerti Brandeburghesi (tra cui il quinto con la presenza del cembalo solista) intorno al 1721 e i concerti per clavicembalo e archi intorno al 1730, Haendel i suoi concerti per organo intorno al 1738 (op. 4) e 1757 (op. 7) Corrette i concerti per organo intorno al 1756 ecco che Vivaldi si pone in questa panoramica come uno dei compositori che per primo ha tratto lo strumento da tasto dal ruolo, si essenziale, ma più oscuro, di elemento del continuo riservandogli un posto da protagonista in un gruppo strumentale. Ulteriore elemento che ci fa pensare a questi lavori come tra i primi esempi di un genere che poi diverrà di largo dominio (gli strumenti a tastiera in genere si inseriranno pochi anni dopo tra i principali destinatari della produzione concertistica) è il parallelismo che inevitabilmente notiamo analizzando il coevo momento di passaggio dalla sonata a tre verso i primi esempi di sonata per strumento e cembalo obbligato quando, in definitiva, con l’evoluzione della tecnica esecutiva lo strumento a tastiera andò sempre più affermando la sua natura di strumento solistico. Infatti, come nella sonata a tre la parte di uno dei due strumenti melodici viene affidata - assieme alla linea del basso - alla tastiera, anche questi concerti risultano essere in due casi, RV 766 e RV 767, seconde stesure di lavori preesistenti pensati per due violini e archi dove l’organo si sostituisce ad uno dei due violini; caso analogo per il concerto RV 554 - ufficialmente per oboe e due violini - in testa al quale si legge che l’oboe può essere sostituito dal violoncello e il secondo violino dall’organo.

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Cod.: TC.672239
Compositore: Antonio Vivaldi (1678-1741)
Esecutori: Il Rossignolo: Martino Noferi: flauto diritto; Fabio Cafaro: violino solo; Maria Paola Cavallini: violino; Rosario Di Meglio: viola; Raffaele Sorrentino: violoncello solo e continuo; Carlo Pelliccione: contrabbasso; Giangiacomo Pinardi: tiorba; Ottaviano Tenerani: organo e direttore
Edizione: 2006