TC.683802 – BENEDETTO MARCELLO-Sonate per flauto e basso – Op. 2 – (Sonate 1/6) – IL ROSSIGNOLO

Benedetto Marcello nella sua attività compositiva mostra, dalle prime opere (tra cui le Sonate, oggetto del presente cd) alle ultime cantate un crescendo di complessità formale e di organico. Si può forse dire che sia una figura fondamentale nel passaggio dalla cosiddetta “prima prattica” alla “seconda prattica”, cioè si muove verso uno stile dai connotati “affettivi” e retorici più evidenti pur rimanendo fortemente legato ad un contrappunto severo ed antico. Fu proprio questa caratteristica di innovazione e di rispetto al contempo che gli valse la sottoscrizione ai suoi Salmi da parte di alcuni tra i più grandi musicisti di allora: Johann Mattheson (che apprezza il fatto che non vi siano “troppe voci differenti, e contrappunti troppo affaticati e sforzati”), Giovanni Bononcini, Domenico Sarri, Francesco Gasparini e Georg Philipp Telemann e che, insieme a Händel, lo fece considerare antecedente dello stile “sublime” dell’epoca di Gluck dalle generazioni successive. Penso che sia questo carattere di mescolanza di “affetti” e severità ad aver fatto pensare alcuni ad una eccessiva semplicità delle sonate che abbiamo interpretato in questo cd. È un giudizio legato al fatto che le “Suonate a flauto solo… opera seconda” sono fatica giovanile del nostro Autore e che, appunto, presentano una meravigliosa essenzialità del disegno che ad uno sguardo superficiale rischia di apparire mancanza di corpo. Invece, a mio avviso, è proprio la plasticità così riconoscibile di certi temi a rendere uniche ed emozionanti queste composizioni nella loro identità riconoscibile e subito fruibile. Basti osservare il tema dell’A Tempo Giusto Vivace della VI Sonata che evoca una filastrocca o un gioco di bambini nelle Calli a Venezia; o del primo Allegro della I Sonata in Fa maggiore, che si enuncia e già ti è familiare e si fa inseguire dall’attenzione; la frequenza di alcuni movimenti di Giga in 12/8 (in questo primo volume: l’Allegro secondo della I e della V Sonata), delle Sarabande con le loro imitazioni, del Passepied in 3/8 (l’ultimo Allegro della IV Sonata o il Presto A Tempo Giusto finale della III Sonata con il cui ritmo ci siamo divertiti a giocare), delle Siciliane (anch’esse in 12/8). Ed anche i tempi lenti ternari (come il Largo della Sonata II, l’Adagio secondo della Sonata III o il Largo della V) sono lasciati scarni nell’ordito melodico (che sappiamo come potessero essere variati. Basti vedere i tempi lenti dell’Opera V di Arcangelo Corelli, anche se non ritornellati, nell’edizione di Roger) ma si presentano ricchi di cantabilità naturale e di fraseggio fresco e i primi tempi lenti binari (quelli in 4/4, che Quantz definisce schmeichelnde Bittschrift, cioè “petizione lusinghiera”) ci invitano ad una direzione vitale e ascensionale della melodia.

Cod.: TC.683802
Total Lenght: (English) 66:28
Edition: NOVEMBER 2005
Composer: Benedetto Marcello (1686-1739)
Performers: Ensemble Il Rossignolo with historical instruments - Martino Noferi: recorder (T. M. Prescott da Bressan), Raffaele Sorrentino: cello (V. Anastasio da Stradivari), Gian Luca Lastraioli: archlute (A. Radice da Sellas), guitar (P. Goldschmidt da Sellas), Ottaviano Tenerani: harpsichord (R. Marioni da anonimo italiano)
Durata Totale: 66:28
Edizione: NOVEMBRE2005
Compositore: Benedetto Marcello (1686-1739)
Esecutori: Ensemble Il Rossignolo su strumenti originali-Martino Noferi: flauto diritto (T. M. Prescott da Bressan), Raffaele Sorrentino: violoncello (V. Anastasio da Stradivari), Gian Luca Lastraioli: arciliuto (A. Radice da Sellas), chitarra (P. Goldschmidt da Sellas), Ottaviano Tenerani: clavicembalo (R. Marioni da anonimo italiano)
Title: Sonate per flauto e basso Op. II
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Titolo: Sonate per flauto e basso Op. II
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