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TC.500002

17.69 €

FILIPPO AZZAIOLO, ADRIANO WILLAERT , GIAN LEONARDO PRIMAVERA, GIACOMO GORZANIS, IOAN DOMENICO DA NOLA, GIAN LEONARDO DELL’ARPA, ORLANDO DI LASSO, ANTONIO BARGES, ANONIMI
Villanelle napoletane del XVI secolo

Dal momento che la primitiva canzone villanesca alla napolitana - genere minore e popolare, secondo la comune, anche se imprecisa, definizione - si trova in un territorio di confine fra tradizione scritta e tradizione orale della musica, ogni nuova operazione intorno ad essa presuppone un giusto e quantomeno sensato recupero delle strutture musicali e poetiche entro le quali il genere si è sviluppato. Questo nel rispetto della crescente apertura verso una dimensione antropologica della storia della musica, tesa, da un lato a porre in primo piano l’evento sonoro e a rivalutare le modalità e i significati sociali del fare e del trasmettere musica nel passato, dall’altro a guardare con più attenzione alla tradizione non scritta della musica e alle influenze reciproche fra oralità e scrittura, specialmente in ambiente urbano (tanto più se napoletano). E’ cosa risaputa che gli ambienti musicali della Napoli viceregnale offrono una doppia analisi di lettura. In tali contesti esistono, cioè, pratiche di canto polivocale, avulse e completamente indipendenti dalla polifonia colta, insieme a certe espressioni poetico-musicali connesse e funzionali alla vita quotidiana (lo si legge nei trattati, nei diari, nelle cronache dei viaggiatori, nei frontespizi di alcune raccolte di villanesche). Accanto a queste si muove e si scrive la musica che conta, con mirate finalità artistiche, che assurge a prodotto elitario ed esclusivo (la ‘grande’ e ‘seria’ tradizione della musica). Nobiltà e ceti socialmente più bassi condividono comunque analoghe forme espressive in particolari contesti - feste religiose, carnevale, taverne, ‘bassi’ ecc. - e quando le due sfere interagiscono fra di loro, si confezionano ibridi prodotti musicali, che, a prescindere dalla loro valenza artistica, rimangono una straordinaria testimonianza del fare musica nel passato. La villanesca - non c’è dubbio - è stata creata in ambienti colti, in cui nobili e musici dilettanti compivano un salto verso il basso, verso la consapevolezza e la divertita riscoperta di un linguaggio polifonico da loro sufficientemente lontano, praticabile solo attraverso un esercizio che doveva ritenersi poco più che un gioco, una cosa da nulla.

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Cod.: TC.500002
Compositore: FILIPPO AZZAIOLO, ADRIANO WILLAERT , GIAN LEONARDO PRIMAVERA, GIACOMO GORZANIS, IOAN DOMENICO DA NOLA, GIAN LEONARDO DELL’ARPA, ORLANDO DI LASSO, ANTONIO BARGES, ANONIMI
Esecutori: Gloria Moretti, Mya Fracassini, Massimo Crispi, Diego Barretta, Adele Bardazzi arpa rinascimentale, Federico Bardazzi lira calabrese e viola da gamba, Marco Di Manno flauti dolci, Simone Erre flauti dolci e cornamuto, Giangiacomo Pinardi liuto, Erica Scherl scattagnetti, viella e violino, Eleonora Tassinari: cialamello, Fabio Tricomi flauto da tamburo, lira calabrese, tamburello, tammorra, tromba degli zingari
Edizione: 2003