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TC.530001

17.69 €

Luzzasco Luzzaschi (1545-1607), Jaches Wert (1535-1596), Lodovico Agostini (1534-1590), Paolo Virchi (1551-1610), Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Madrigali per Laura Peperara

Laura Peperara e il Concerto delle Dame: Modena, ultima settimana dell’ottobre 1568, Mantova, seconda settimana di marzo 1580: sono questi due momenti cruciali nella storia del Concerto delle Dame principalissime di Margherita Gonzaga Duchessa di Ferrara, che costituì una delle «più rare meraviglie» della corte di Alfonso II. I madrigali: La prima sezione rievoca l’arrivo di Laura Peperara a Ferrara: a lei la poetessa OrsinaCavalletta indirizza il madrigale Da l’odorate spoglie, in cui la invita a togliersi i guanti profumati, prendere l’arpa e cantare il madrigale di Wert Cara la vita mia (dal I libro di Madrigali a cinque voci, 1558). Il testo è immediatamente messo in musica da Luzzaschi (nel III libro dei Madrigali a cinque, 1582) e da Lodovico Agostini, che intona anche l’anonimo Poi che del vostro canto sul medesimo soggetto (nel Nuovo Echo a cinque voci, 1583): del madrigale di Wert segue una versione intavolata da Silvia Rambaldi con diminuzioni per il clavicembalo. Nella seconda sezione si ascolta una scelta dai Madrigali per cantare e sonare di Luzzaschi (pubblicati soltanto nel 1601, ma composti a partire dai primi anni Ottanta) che costituiscono l’esempio del canto solistico diminuito per cui le Dame erano famose:sono a voce sola Aura soave di segreti accenti, Ch’io non t’ami cor mio e O primaveragioventù de l’anno, tutti su testo di Guarini: a due voci Stral pungente d’Amore (riduzione probabilmente di Guarini di un madrigale di Giulio Solico) e Cor mio dehnon languire (di Guarini). La Toccata di Luzzaschi, pubblicata nel Transilvano diGirolamo Diruta (1593), che costituisce una delle poche reliquie della sua produzione strumentale, mostra una evidente affinità con le sue composizioni madrigalistiche. Chiude la serie il patetico Deh vieni ormai cor mio, su testo forse di Ridolfo Arlotti. La sezione conclusiva offre una selezione dal I libro dei Madrigali a cinque voci di PaoloVirchi (1584): sul bel testo del Tasso Non fonte o fiume od aura, e sugli anonimi Aura che dolce spira, Se ’l sol guardo e le stelle; e altri madrigali di Lodovico Agostini dal III libro a sei voci (1582): Mentre l’argute sue dolci parole dedicato ad Anna Guarini, Quel canto oimè rapisce l’alma e ’l core, sul soggetto della cantatrice, oltre a Cantan gli augei contenti per Laura.