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TC.551801

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Andrea Rota (1553-1597)
Missa Resurrectio Christi

Il sensibile ampliamento degli organici di strumentisti e cantori conosciuto dalla cappella musicale di S. Petronio di Bologna nel corso della metà del Cinquecento raggiunge l’apice con il magistero del musicista bolognese Andrea Rota (c.1553-1597). Succeduto nel ruolo di maestro di cappella a Bartolomeo Spontoni nel 1583, egli contribuì all’incrementarsi dell’organico stabile della formazione sino ad un numero di trenta cantori (più una ventina di pueri cantores), ed otto strumentisti tra i quali quattro trombonisti, un cornettista, un violinista e due organisti. Tale crescita derivava dai nuovi orientamenti che andavano qualificandoli repertorio e le abitudini esecutive dell’istituzione, sempre più impegnata ad orientare al fasto e alla solennità gli apparati musicali previsti per le funzioni della basilica. L’esempio della Cappella di San Marco in Venezia, la cui inclinazione a finalizzare la musica all’occasione celebrativa aveva contribuito alla straordinaria fioritura del repertorio per ampi organici, dovette essere il tal senso determinante; già a partire dalla metà del secolo si era andata diffondendo in ambiente veneziano la pratica compositiva dei “cori spezzati”, caratterizzata dall’uso di due o più gruppi di esecutori dialoganti tra di loro e separati nello spazio, derivante dall’antica pratica antifonale della liturgia corale. Qualche anno dopo la pubblicazione dei Salmi Spezzati dal maestro di cappella marciano Adriano Willaert (1550), opera importante per l’affermarsi del repertorio policorale, i trattatisti ne codificavano e sancivano modalità di esecuzione e caratteristiche formali. Oltre a costituire sedi ideali per la distribuzione delle differenti fonti sonore nello spazio, disponevano entrambi di cantorie che abbracciavano lo spazio del coro e di coppie di organi tra loro contrapposti, concepiti con lo specifico intento di concertare musiche bicorali. Fu in particolare la costruzione del secondo organo petroniano, affidata all’organaro Baldassarre Malamini nel 1596, ad essere decisa dai preposti alla fabbriceria di S. Petronio con tale esplicita finalità: “quod possint cum duobus organis fieri concertus et chori ac musica duplex et responsiva ac alternata”. Proprio in corrispondenza con il periodo di costruzione dell’organo petroniano il repertorio della musica spezzata si arricchisce in area bolognese di alcune tra le più significative opere a stampa a esso dedicate, qui significativamente rappresentate da musiche del Rota (edite nel 1595), di Ascanio Trombetta, strumentista della cappella (1589) e di Ottavo Vernizzi, primo organista della basilica (1603). Opera della maturità, il Missarum liber Primus di Andrea Rota rivela come l’attività compositiva del musicista bolognese fosse in quell’epoca strettamente connessa a quella di Magister in Choro musico ecclesiastico Sancti Petronii (qualifica indicata nel frontespizio dell’opera). Il libro di messe e il secondo libro di mottetti offerti alle stampe nel 1595 dal Rota sottolineano infatti l’esclusivo indirizzarsidei suoi interessi musicali al repertorio sacro, dopo quelle esperienze nel campo della produzione madrigalistica (i cui frutti lo stesso compositore aveva definito “giovenili fatiche”) che rappresentavano un immancabile elemento nel curriculum di un compositore.

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Cod.: TC.551801
Compositore: Andrea Rota (1553-1597)
Esecutori: Coro e Orchestra della Cappella Musicale di S. Petronio - Coro delle Voci Bianche di S. Petronio, Maestro preparatore: Marco Fabio Pini · Tolzer Knabenchor - Maestro preparatore: Gerard Schmidth-Gaden · Ensemble Voval d’Avignon: Maestro preparatore Georges Durand · Direttore Sergio Vartolo
Edizione: 1993