Merula: Curtio Precipitato
MERULA TARQUINIO
Merula: Curtio Precipitato
l Curtio precipitato viene stampato a Venezia nel 1638, nel medesimo anno e nel medesimo luogo viene impresso l’VIII libro di madrigali di Claudio Monteverdi.
I riferimenti in chiave ironica oppure melodica non mancano: il “motto del cavallo” d’apertura del Curtio ne è l’esempio lampante.
Questo brano (che dà il nome all’intera raccolta) risulta assolutamente eccezionale per vari aspetti: riprende un esempio particolare presente nell’ «Elogio della follia» di Erasmus von Rotterdam e lo presenta sotto forma di una parodia dettagliata della retorica classica e anche di quella musicale “madrigalistica”: lo scopo dell’oratore è quello di convincere gli ascoltatori della paradossale pazzia di Curtio, che, per “acquistare lodi” e fama, si getta in una voragine, misteriosamente apertasi nel centro della città.
“Paradossali”e “pazzi”risultano di conseguenza anche i virtuosismi della linea vocale, che segue e asseconda il testo con molta originalità e sfruttando un’estensione non poco impervia.