Leonarda: Sonate a 1, 2, 3 e 4 istromenti, Op. 16
Isabella Leonarda
Leonarda: Sonate a 1, 2, 3 e 4 istromenti, Op. 16
Isabella Leonarda è una delle poche donne musiciste del Seicento italiano e la sola di cui sia giunta sino a noi una produzione musicale così vasta; la sua esperienza di vita è sicuramente diversa da quella dei suoi “colleghi” più o meno celebri: è una monaca compositrice con una grande devozione alla Vergine Maria.
L’arte musicale viene fatta vivere da Leonarda come espressione della sua profonda fede, come riflesso del parallelismo tra ordine divino e ordine umano considerato e sperimentato dalla sua stessa capacità creativa.
Tra le sue oltre duecento composizioni trovano posto i suoi soli lavori strumentali: le dodici sonate per 1, 2, 3 e 4 strumenti dell’op. decima sesta.
La sonata, come tipo di forma, si affermò nei centri dell'Italia settentrionale, e per 3/4 di secolo, fino al 1650 ca., fu coltivata quasi esclusivamente in quell'area.
Venivano quasi sempre pubblicate in serie di 6 o 12, terminando la raccolta con una sonata finale in forma di variazioni (come la Follia di Corelli, op. V, n. 12) o con un altro pezzo singolare.
In questo Leonarda segue gli usi della sua epoca: nell’op. decima sesta infatti sono contenute 12 sonate, undici delle quali sono per 2 violini, violone e b.c., mentre la duodecima è per violino solo e b.c.
Si può dire senz’altro che un mondo sonoro tutto nuovo abbia trovato inizio con le prime composizioni a tre strumenti, specie di compromesso, se si vuole, fra la musica strumentale solistica e quella d’insieme, che richiede due strumenti “soprani” e uno strumento “basso”.