Luigi Boccherini (1743-1805)
Boccherini: Quartetti per due fortepiani
Boccherini: Quartetti per due fortepiani
I sei Quartettini,
op. 26 di Luigi Boccherini, composti nel 1778, furono trascritti per due clavicembali da mano anonima alla fine del secolo e si conservano manoscritti presso la Sächsische Landesbibliothek di Dresda. Tali trascrizioni risalgono con ogni probabilità al periodo di reggenza dell’Elettore di Sassonia Federico Augusto (1763-1806), il quale ne possedette (e forse commissionò) diverse altre, tutte conservate a Dresda. La prassi di suonare in due alla tastiera (a quattro mani sullo stesso strumento, ovvero su due distinti clavicembali o fortepiani) era assai diffusa: i dilettanti di musica amavano riprodurre nelle proprie dimore ciò che avevano potuto apprezzare nei teatri o nelle sale da concerto, e com’è noto, la tastiera − il termine tedesco Klavier, in particolare, può indicare indifferentemente il clavicembalo, il nuovo pianoforte, o ancora il clavicordo − era in quegli anni lo strumento privilegiato della cosiddetta Hausmusik.
I Quartetti sono qui eseguiti su due fortepiani Johann Schanz originali, uno datato circa 1810-1815 e l’altro datato circa 1800.
Le eloquenti indicazioni dinamiche ed espressive (dolce, dolcissimo, soave, sotto voce, mezza voce) rendono appropiata l’interpretazione sul fortepiano, in grado di sottolineare le più cupe ed inquiete tinte di Empfindsamkeit.