Ch’amor mi prese - Amore sacro e profano nel Medioevo italiano
Matteo da Perugia · Francesco Landini · Antonello da Caserta · Anonimo · Lars Orre
Ch’amor mi prese - Amore sacro e profano nel Medioevo italiano
I brani di questo disco provengono da un periodo unico e straordinario della nostra storia, quello a cavallo tra il Duecento e il Trecento, quando nell’Italia centro-settentrionale si affermarono le società comunali e le Signorie: negli anni di tregua dopo la fine delle lotte tra Impero e Papato il sentimento nazionale italiano divampò in un grande fervore spirituale, artistico, politico e sociale. In questo ambiente fecondo fiorì una nuova arte musicale, l’Ars Nova. In contrapposizione alla polifonia liturgica dell’Ars Antiqua (sec. xii-xiii), che dai primi esperimenti di organa culminò nella raffinatissima pratica della Scuola di Notre Dame, il termine Ars Nova designa lo sviluppo della musica polifonica profana dal xiii secolo in Francia e dal xiv in Italia. L’idea di dedicare un album al tema dell’amore nella musica italiana del Trecento potrebbe sembrare abusata, tanto ricca e variegata è la discografia a riguardo. Ed invece la riflessione sull’amore continua innegabilmente ad essere centrale nella nostra vita, proprio come lo era per gli uomini e le donne di settecento anni fa, delle cui voci in “Ch’amor mi prese” ci facciamo interpreti. Vi sono elementi propri della natura umana la cui essenza non cambia nei secoli ed il sentimento amoroso è uno di questi: si esprime attraverso nuove forme e codici differenti, ma la sua essenza più intima non è scalfita dal passare del tempo. Non importa se l’oggetto dell’amore, o il suo soggetto ispiratore, sia umano o divino: esso produce in chi lo prova quell’inspiegabile e travolgente smarrimento che poeti, scrittori, compositori, filosofi e mistici in ogni tempo e luogo hanno provato ad esprimere in parole o in musica.