SINFONIE DA CONC. GROSSO - 2
Alessandro Scarlatti
SINFONIE DA CONC. GROSSO - 2
Nulla si conosce delle ragioni che portarono Alessandro Scarlatti ad investigare con improvviso impeto il repertorio strumentale (del 1715 sono le Variazioni su ”La Folia”, del 1716 Dieci partite, una Toccata per studio di cembalo, Tre toccate, ognuna seguita da fuga e minuetto), dopo 36 anni di riforme e nobili eccitazioni in privilegiato rapporto con la voce fatta teatro.
Si può pensare ad una possibile commissione esterna.
Oppure a calcoli editoriali, visto l’improvviso successo di vendite che l’anno precedente aveva consacrato la pubblicazione postuma dei Concerti grossi dell’op.VI scritti da Arcangelo Corelli.
Ma quando ne ascolterete le polifonie pure e diafane immaginatevi quest’uomo di 55 anni che crea il suo palcoscenico immaginario lontano da quel fecondarsi di verso e suono che trascinava dentro l’orchestra l’imprevedibilità della psiche umana.
Inevitabile pensare ad altri scetticismi riservati alla musica pura.