VIOTTI GIOVAN BATTISTA
Viotti: Musiche per arpa
Viotti: Musiche per arpa
A qualificare il ruolo dell\\”arpa nel secondo e tardo Settecento concorrono essenzialmente due requisiti: il più frequente impiego in organici cameristici (con il solo pianoforte, in duo con violino o in formazione di trio) e la fioritura di un suo specifico repertorio, tipico delle connotazioni \\”da salotto\\” o da diletto esecutivo, che trova in Parigi la sede più eclatante e prestigiosa.
Non pochi, in merito, sono gli autori italiani (spesso legati da rapporti di conoscenza e reciproca stima) che, soggiornando tra il 1780 e il 1810 nella capitale francese (che ospita le prime fabbriche di nuove arpe a pedali e vede rapidamente l\\”incrementarsi delle scuole e degli editori di musica), non mancano di riservare spazio e interesse all\\”arpa, pur se talora con approccio occasionale: operisti di professione (come Paisiello e Cherubini), raffinati cultori di musica strumentale (come Viotti e Clementi), didatti e pianisti (come Pollini).
Di qui le musiche oggetto di questa incisione, cui la comune cronologia (il ventennio 1782-1802) e certa peculiarità di selezione (tre brani originali ed altrettanti esito di trascrizione) consentono di meritare una singolare valutazione.